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CENTENARIO DELLA NASCITA DI POTITO RANDI (1909-2009)
potito randi

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POTITO RANDI: le aziende: Spica di Teramo

La Spica di Teramo

Il Dr. Potito Randi, forte dell’esperienza dello stabilimento ceramica SPICA di Castelli (TE) di cui era titolare, stabilimento che pur producendo stoviglieria aveva eseguito, con esito positivo, anche piccole prove industriali riguardanti le piastrelle, riteneva possibile creare una unità produttiva a se stante per questo particolare settore.

Il mercato risultava interessato sempre più all’approvvigionamento dei prodotti ceramici ed in particolare delle piastrelle da rivestimento dato che dopo la ricostruzione edilizia del dopo-guerra nelle case degli italiani non ci si accontentava più delle solite quattro piastrelle da applicare sopra il lavabo nel bagno o sopra il lavandino della cucina.

Nelle case il bagno iniziava ad occupare un posto importante ed in certi casi rappresentava uno “status simbol”.
Quindi scaturiva l’esigenza di corredarlo con il rivestimento anche a tutta altezza e con piastrelle sempre più gradevoli nell’aspetto.

Avendo il Dr. Randi ottenuto dal Comune di Teramo l’acquisizione di un consistente appezzamento di terreno a valle della stazione ferroviaria iniziò la costruzione dello Stabilimento Ceramica SPICA di Teramo per la produzione di piastrelle da rivestimento in maiolica smaltata (sia con smalto bianco che colorato) denominata “pasta gialla” in quanto veniva utilizzata, come materia prima, una argilla locale che dopo la cottura assumeva un colore giallognolo.

La linea produttiva fu avviata, pur non senza difficoltà, nel 1956, in un primo momento con soli due forni a tunnel auto costruiti. Particolarità di questi forni era la maggior capacità produttiva rispetto ai forni in uso presso le ditte concorrenti.
Nel 1959 si rese necessaria la costruzione di altri due forni gemelli che permisero di raddoppiare la produzione nella cui gamma furono inserite, a fianco delle piastrelle a colore unico, quelle particolari ed esclusive a due colori anticipando di qualche anno l’avvento delle piastrelle decorate. Le vendite si estesero oltre al mercato italiano anche a quello svizzero, spagnolo ( isole Canarie) ed anche a quello statunitense.
Nel 1960 il mercato si rese più esigente ed aumentò la concorrenza nel campo della maiolica.

Il Dr. Randi vide la possibilità di aumentare il valore aggiunto dei prodotti introducendo a fianco della maiolica anche la “pasta bianca” un tipo di piastrelle utilizzate maggiormente in Europa (Francia e Germania).
Le piastrelle in “pasta bianca” utilizzavano materie prime eterogenee alcune delle quali provenienti dall’estero.

Per realizzare questa opportunità era però necessario, se pur con varie tappe, ampliare lo stabilimento e realizzare nuove linee produttive. L’ampliamento del fabbricato industriale doveva essere realizzato con le forze proprie dello stabilimento senza ricorrere a prestazioni esterne.
Nel frattempo venivano costruiti altri due nuovi forni (sempre auto costruiti) a fianco dei quattro esistenti.

Per la realizzazione dei nuovi impianti e l’introduzione di nuovi macchinari negli impianti esistenti furono messi a soqquadro i vari reparti produttivi, lavorando su due turni giornalieri ed anche nei giorni festivi, creando non poco disagio al personale preposto. La collaborazione, in tali momenti, fra il personale addetto alla produzione e quello addetto alla manutenzione ed installazione, fu veramente splendida e ciò consentì di realizzare quanto in programma senza perdere un mq. di produzione. Ne in tale frangente, nonostante tutto, si sono avuti aumenti degli scarti ne infortuni sul lavoro.

Nei capannoni interessati all’ampliamento, uno dei quali realizzato su due piani, furono auto costruiti altri 2 forni a corredo della linea di produzione della “pasta bianca”.
Nel 1964, ad ampliamento concluso, le nuove linee di produzione della “pasta bianca” entrarono in funzione specializzandosi mano a mano a produrre piastrelle marmorate, fiammate e decorate richieste maggiormente dal mercato tedesco.
Gradualmente furono adottate innovative macchine per la serigrafia che consentivano di produrre in modo automatico piastrelle decorate a più colori.
Nel laboratorio dello stabilimento, in collaborazione con quello di Castelli, furono realizzati anche moltissimi campioni di piastrelle da pavimento ad effetti speciali che univano al decoro anche l’aspetto dello smalto appositamente formulato dal Dr. Randi.

Grandissima parte dei prototipi furono messi in produzione in quanto accettati dai nostri rappresentanti e clienti e contribuirono al successo della SPICA in campo internazionale.
Rispetto al 1956 l’area dello stabilimento risultò triplicata (da 15.000 mq. a 45.000 mq.) e la produzione totale a magazzino fu quadruplicata (da circa 45.000 mq. mensili a circa 180.000 mq. mensili).
L’esposizione finanziaria fu notevole nonostante il finanziamento a tasso agevolato da parte dell’ Isveimer ed il contributo della Casmez.
Lo stabilimento nel periodo 1965 -1967 conobbe il massimo della notorietà soprattutto in Germania dove il i materiali risultarono estremamente concorrenziali sia per la qualità che per il prezzo.

La ditta Villeroy & Boch di Mattlach (forte dei suoi 18 stabilimenti sparsi in Francia, Germania, Lussemburgo ed Argentina) si vide sottrarre proprio in casa alcuni dei suoi abituali clienti tanto che quando il Dr. Randi decise di vendere la fabbrica questo gruppo mondiale fece un’ offerta più vantaggiosa rispetto ad altri pretendenti.

Il passaggio delle azioni al gruppo Villeroy& Boch avvenne nel marzo 1968. La casa tedesca provvide poi a sostituire i macchinari diventati obsoleti dopo ben dodici anni di utilizzo e, grazie alla sua possente organizzazione commerciale, distribuì le piastrelle “italiane”, prodotte a Teramo, in tutto il territorio europeo.

photo Foto d'epoca della Spica di Teramo
La gru autocostruita per realizzare lo stabilimento Spica di Teramo   L'armatura metallica della soletta in cemento armato del primo piano del costruendo stabilimento Spica di Teramo   vista dello stabilimento lato Sud   Treno formato da carrelli del biscotto
Officina meccanica - produzione stampi per la pressatura   Reparto pressatura pasta gialla composto da 13 presse Sacmi da 110 ton. a comando pneumatico e da 2 presse Sacmi da 70 ton. a comando manuale  per pezzi speciali   Gita alle Cascate delle Marmore Terni - gruppo parziale partecipanti   I pulmans pronti con le maestranze per la partenza con destino fiera della ceramica
             


photo Alcune foto e loghi della produzione Spica di Teramo:
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