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CENTENARIO DELLA NASCITA DI POTITO RANDI (1909-2009)
potito randi

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POTITO RANDI: le aziende: Policeramica Grono

POLICERAMICA GRONO

Il Dr. Potito Randi già titolare dello stabilimento SPICA di Castelli, ove si produceva stoviglieria e dello Stabilimento Ceramica SPICA di Teramo, ove si producevano piastrelle smaltate da rivestimento, nel 1962 acquistò un piccolo stabilimento ubicato a Grono in Svizzera nel Cantone Grigioni a circa 70 km. dal confine Italia/Svizzera.

Questa unità produttiva, della superficie di circa 5000 mq., produceva piastrelle in pasta bianca smaltate (in “bicottura”) nel formato 15 x 15 cm.
Il processo produttivo consisteva nelle due tradizionali fasi di lavorazione: ciclo “biscotto” e ciclo “vetrato”.

Per il ciclo “biscotto” veniva utilizzato un impasto preparato da una ditta specializzata italiana ed acquistato già pronto all’uso.
Per la pressatura erano in uso 4 presse Sacmi a frizione e per la cottura esistevano 2 forni a piastre striscianti a 16 canali ciascuno, in controcorrente, della lunghezza di circa 40 mt., alimentati ad energia elettrica.

Per il ciclo “vetrato” risultavano installate 2 smaltatrici e venivano utilizzati 2 forni a rulli, a 4 canali ciascuno, in controcorrente, ambedue alimentati ad energia elettrica. Lo smalto veniva acquistato già pronto presso una ditta specializzata italiana.
Il Dr. Randi incaricò subito l’ing. Vincenzo Carlini affinchè progettasse velocemente per lo stabilimento di Grono un impianto per la preparazione degli impasti e degli smalti in modo da rendere lo stabilimento svincolato dai fornitori abituali.

Nel contempo inviò anche il suo fido collaboratore Giuseppe D’Agostino affinchè sia per l’impasto che per gli smalti fossero utilizzate le stesse materie prime già in uso nello stabilimento di Teramo e che fosse via via perfezionata la messa a punto dei forni esistenti con lo scopo primario di aumentarne l’efficienza.

L’ing. Carlini ampliò lo stabilimento per consentire l’ubicazione sia di un impianto completo di preparazione impasti (4 mulini da 10.000 lt. cadauno, vasche per la barbottina, filtropressa, brichettatrice, molazza e silos), sia di un impianto per la preparazione degli smalti (4 mulini da 5.000 lt. cadauno, vibro setacci e vasche di stoccaggio).

Successivamente oltre al formato 15x15 cm., in conseguenza della migliore resa di forni, fu messo in produzione anche il formato 8”x4” utilizzando gli stessi stampi in uso a Teramo.

Tutte le fasi produttive furono ottimizzate, le curve di temperatura dei forni sia dl biscotto che del vetrato furono adattate al nuovo impasto ed ai nuovi smalti ottenendo così un prodotto finito d’avanguardia.

Gli articoli in catalogo, unificati a quelli prodotti nel nuovo settore “pasta bianca” della Ceramica SPICA di Teramo, con vari smalti unicolori e marmorati furono adeguati alle esigenze dei mercati svizzero, francese e tedesco.
Fù possibile produrre piastrelle di spessore ridotto (5 mm. anzichè 7 mm.) ottenendo quindi, sia per l’imballo che per il trasporto, un minore costo a mq. del prodotto vendibile.

Lo stabilimento fù poi venduto nel marzo 1968, contemporaneamente alla cessione della Ceramica SPICA di Teramo, al Gruppo Villeroy & Boch.


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